Calcolo del periodo fertile, come si fa

Calcolo del periodo fertile, come si fa

L’età fertile di una donna intercorre tra la prima mestruazione e la menopausa, ma bisogna saper calcolare il periodo fertile per avere una maggiore possibilità di concepimento o, al contrario, evitare una gravidanza.

Ciclo mestruale: fase follicolare e ovulatoria
Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni ma il numero varia da donna a donna, anche in relazione a disfunzioni ormonali come l’amenorrea. Le mestruazioni sono costituite da diverse fasi, in questo post ci focalizziamo sulla fase estrogenica o follicolare, e sulla fase ovulatoria o luteinica.

La prima parte del ciclo mestruale ha una durata variabile e si chiama fase estrogenica o follicolare: il follicolo produce gli estrogeni che stimolano la crescita del nuovo endometrio. La seconda fase mestruale dura sempre 14 giorni e si chiama fase ovulatoria o luteinica: giunto a maturazione, il follicolo scoppia e libera l’ovulo nelle tube di Falloppio dov’è pronto per essere fecondato. Liberata la cellula uovo, il follicolo si trasforma in corpo luteo che produce progesterone, un ormone che determina l’aumento dell’endometrio per edema (aumento di liquidi) per creare un ambiente favorevole all’annidamento dell’eventuale embrione concepito.

Come si calcola il periodo fertile
Prima di spiegare come si fa, precisiamo che solo le donne che hanno un ciclo mestruale regolare possono azzardare un calcolo del periodo fertile piuttosto affidabile. Inoltre, il presupposto per riconoscere i giorni fertili è imparare a conoscere il proprio corpo e i segnali da cui trarre informazioni utili.

Il primo modo per sapere quando c’è maggiore probabilità di una gravidanza è usare il noto metodo di Ogino-Knaus che si basa sul conteggio dei giorni del ciclo, dal primo delle mestruazioni fino ai 28 dopo: i giorni fertili di una donna sono quelli compresi tra il 12° e il 16° giorno dall’inizio del ciclo.

Affidarsi a questo metodo significa essere estremamente precise e attente nel contare i giorni dell’ultima mestruazione e delle 3 o 4 precedenti per definire quanto siano regolari. Per fortuna esistono altri metodi per calcolare il periodo fertile.

Controllo della temperatura basale. Con un termometro di precisione, bisogna misurare e annotare la temperatura vaginale ogni mattina appena sveglie e prima di alzarsi dal letto. Dopo l’ovulazione, la temperatura è leggermente più alta – tra gli 0,3 e gli 0,5 gradi – e quando si verifica questa condizione probabilmente si è nel periodo più fertile. Il calcolo della temperatura basale è poco affidabile perché altamente influenzabile anche da altri fattori, come un raffreddore lieve o un mal di testa.

Osservare il muco vaginale. L’organismo manifesta dei sintomi che solo le donne consapevoli del proprio corpo possono decifrare. Per esempio, durante i giorni fertili il muco vaginale diventa più biancastro, viscoso e abbondante per favorire la risalita degli spermatozoi nel canale vaginale fino ad arrivare all’utero. A questo spesso si aggiunge un maggiore desiderio sessuale della donna.

Età fertile
Il calcolo del periodo fertile deve tener conto anche dell’età della donna: il numero degli ovociti diminuisce negli anni. Alla nascita, una neonata ha circa 2 milioni di ovociti a disposizione, una ragazzina in età puberale ne ha 400.000 dopodiché, nel corso degli anni, si verificano tra le 300 e le 400 ovulazioni. I restanti ovociti vanno incontro a degenerazione fino al completo esaurimento e, da qui, alla menopausa.

Fonte: http://www.abcsalute.it/blog/calcolo-del-periodo-fertile-come-si-fa/

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